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Risparmio energetico

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L’energia termica, cioè il calore, fluisce naturalmente dagli ambienti a temperatura maggiore a quelli di temperatura minore. Se immaginiamo quindi di trovarci all’interno di un ambiente interno riscaldato, sarà possibile notare come che il calore tenderà ad essere trasmesso dall’interno (ambiente caldo) all’esterno (ambiente freddo).
Poichè generalmente gli ambienti interni ed esterni sono separati da una partizione quali muri, porte o finestre è facile intuire come il calore disperso dipende fondamentalmente da due elementi prioritari:
1) La capacità della partizione di trattenere calore;
2) La differenza di temperatura tra interno ed esterno.

Appare evidente la necessità di disporre partizioni atte a garantire il miglior “isolamento possibile” e conseguentemente
il minor “coefficiente di dispersione di calore” e questo al fine di ridurre al minimo la necessità di sviluppare nuova energia per sopperire a quella dispersa verso l’esterno.
La trasmittanza non è altro che la capacità di tale barriera di far passare calore. Più basso è il valore (espressa in W/m2K) meno calore passerà attraverso l’elemento della facciata e quindi meno energia verrà dispersa nell’ambiente esterno.
Secondo la direttiva 89/106, il serramentista deve fornire pertanto fornire il coefficiente di trasmittanza termica
Uw (espressa in W/m2K ) del prodotto, il valore di permeabilità all’aria e il valore di trasmissione luminosa del vetro.
Tali valori, che per la marcatura CE non sono soggetti a valori minimi di conformità, in Italia sono invece ad oggi regolamentati da norme cogenti che identificano il livello prestazionale minimo che deve essere offerto da serramento per risultare conforme.